Fandom

The Elder Scrolls Wiki

Miti di Sheogorath

1 218pagine in
this wiki
Crea nuova pagina
Discussione0 Share

Ad blocker interference detected!


Wikia is a free-to-use site that makes money from advertising. We have a modified experience for viewers using ad blockers

Wikia is not accessible if you’ve made further modifications. Remove the custom ad blocker rule(s) and the page will load as expected.

Sommario Modifica

Miti di sheogorath.png
  • Titolo completo: Miti di Sheogorath
  • Autore: Mymophonus
  • Valore: 2GoldIcon.png 
  • Peso: 1Peso.png

Effetti Modifica

  • Nessuno

Posizione Modifica

In The Elder Scrolls V: Skyrim Modifica

Contenuto Modifica

Sheogorath inventa la musicaModifica

Tanto tempo fa, in un'era in cui il modo era ancora primitivo, Sheogorath decise di andare tra i mortali. Indossò la maschera del Gentiluomo con Bastone e viaggiò da un luogo all'altro senza essere riconosciuto. Dopo undici giorni e undici notti, Sheogorath decise che la vita tra i mortali era ancora più noiosa della vita ultraterrena.


“Cosa posso fare per rendere la loro vita più interessante?”, si chiese. Nello stesso istante, una giovane donna vicina disse malinconicamente tra sé e sé: “Il canto degli uccelli è così piacevole”.


Sheogorath in cuor suo si trovò d'accordo con lei. I mortali non erano in grado di riprodurre quei suoni meravigliosi e appassionanti. Le loro voci erano sgradevoli e volgari. Non poteva cambiare la natura dei mortali, compito che spettava ad altri principi daedrici, ma poteva dare loro deli strumenti che riproducessero quei suoni melodiosi.


Sheogorath catturò quella donna petulante e la fece a pezzi. Dai suoi tendini ricavò dei liuti. Con il teschio e le ossa delle braccia costruì un tamburo. Con le altre ossa fece dei flauti. Offrì questi doni ai mortali e così nacque la musica.

Sheogorath e il Re di LyandirModifica

Re Lyandir era noto per la sua estrema razionalità. Viveva in un palazzo che era piccolo, dalla struttura semplice, senz'arte ad adornarlo e brutto da vedere. “Non ho bisogno di niente più di questo”, soleva dire. “Perché spendere oro in oggetti di lusso quando posso investirlo per il mio esercito o per le grandi opere pubbliche?”.


Il suo regno prosperò grazie alla sua saggia amministrazione. Tuttavia, il popolo non condivideva sempre lo spirito pratico del re. Costruivano belle case a vedersi, ma non necessariamente efficienti. Dedicavano tempo e fatica alle opere d'arte. Celebravano i grandi eventi con feste sontuose. Tutto sommato erano felici.


Re Lyandir era deluso dal fatto che molti sudditi non seguissero il suo esempio di frugalità conducendo una vita semplice e rifletté su questo per molti anni. Infine decise che i suoi sudditi semplicemente non capivano quante cose in più avrebbero potuto fare se non avessero sprecato il loro tempo in frivole attività. Forse, pensava, avevano solo bisogno di qualche esempio in più. Decretò allora che tutti i nuovi edifici fossero semplici, spogli e non più grandi di quanto non fosse necessario alla loro funzione. Il popolo non accolse con favore il decreto, ma amava il suo re e rispettò la nuova legge. In pochi anni, gli edifici semplici divennero più numerosi di quelli elaborati. I cittadini utilizzarono il denaro risparmiato per acquistare opere d'arte ancora più costose e celebrare eventi ancora più fastosi.


Re Lyandir decise di dare loro ancora una volta un severo esempio di come sarebbe stato più proficuo usare il loro tempo e le loro risorse per scopi più pratici. Proibì tutte le opere d'arte in città. I  sudditi furono colti di sorpresa da questa decisione, ma sapevano che il re stava facendo ciò che riteneva giusto per loro. Tuttavia, non si può cambiare la natura umana così facilmente. Pochi anni più tardi, in città si vedevano solo edifici spogli, privi di qualsiasi ornamento artistico, ma la gente ora aveva ancora più soldi da dedicare alle feste.


A malincuore, Re Lyandir decise che i suoi sudditi andavano trattati come dei bambini. E come tutti i bambini, avevano bisogno di regole e disciplina da parte di figure o autorità più grandi di loro, perché capissero cos'era veramente importante nella vita. Decretò che non ci fosse più alcun festeggiamento. In città furono banditi i canti, i balli e tutti i tipi di musica. Anche i pasti furono limitati ad acqua e cibi semplici.


La gente ne aveva avuto abbastanza. Ribellarsi era fuori questione, dal momento che Re Lyandir aveva a sua disposizione un esercito organizzato e ben armato. Le folle si riversarono nei santuari e nei templi, pregando tutti gli dei e anche alcuni Principi Daedrici affinché il sovrano revocasse queste nuove leggi così severe.


Sheogorath ascoltò le loro suppliche e decise di fare visita al re. Apparve in sogno a Lyandir come un prato pieno di fiori, ciascuno dei quali aveva mani al posto dei petali e il viso del folle Dio al centro. “Sono il Signore dei Creativi e dei Pazzi. Dal momento che non fai uso della creatività che ti ho donato, ho deciso di elargirti in abbondanza l'altro mio regalo”.


Da quel giorno, in città nacquero solo bambini in preda alla follia. Poiché nei piccoli le malattie mentali non si manifestano immediatamente, fu solo molti anni più tardi che ci si rese conto della situazione. Anche il figlio del re era tra le vittime che soffriva di colpi apoplettici e allucinazioni. Ciò nonostante, Re Lyandir si rifiutò di cambiare il suo stile di vita.


Un giorno il figlio, Glint, all'età di 12 anni, pugnalò il padre mentre dormiva. Con l'ultimo respiro di vita, Re Lyandir chiese: “Perché?”. E il figlio rispose: “Era la cosa più pratica che potessi fare”.


Il nuovo giovane re fece massacrare tutti i servitori del palazzo. Ordinò che si celebrasse una grande sagra per festeggiare il suo regno e l'abolizione delle leggi di Lyandir. Fu servito uno stufato preparato con i cadaveri dei servi. Ordinò che le mura rivolte ad est di tutti gli edifici fossero dipinte di rosso, mentre quelle rivolte ad ovest a strisce. Decise che tutti i cittadini indossassero maschere decorate sul retro del capo. Poi bruciò il palazzo e ne fece costruire uno nuovo.


Nel nuovo palazzo, il giovane re ordinò che le sue stanze non avessero porte, per timore che le piccole creature del bosco lo potessero attaccare. Abolì le finestre perché temeva che il sole e la luna fossero invidiosi e tramassero alle sue spalle per ucciderlo.


E così ebbe fine la dinastia di Re Lyandir. I cittadini tornarono alle loro splendide opere d'arte e alle grandi celebrazioni. Parlavano e agivano come se avevano ancora un re in vita e addirittura conservarono il suo palazzo, che utilizzarono come luogo di ricovero e cura per i loro bambini folli. Sheogorath fu molto soddisfatto di questo risultato. Da quel giorno la città fu popolata da un numero straordinario di artisti ricchi di talento e cittadini folli.


La prova di volontàModifica

Un potente mago di nome Ravate un giorno si mise in cammino per i Venti del Tempo alla ricerca di Lord Sheogorath. Intendeva ottenere un favore da quello che era ritenuto il più capricciose dei principi daedrici. Una volta trovato, Ravate si rivolse umilmente: “Lord Sheogorath, ti supplico di concedermi un favore. Vorrei far ammattire mille uomini in nome tuo, in cambio dei tuoi grandi poteri magici”.


Per fortuna di Ravate, Sheogorath era di umore gioviale. Propose un gioco: “Esaudirò questo tuo desiderio se ti manterrai sano di mente per tre giorni. Durante questo tempo, io farò il possibile per farti ammattire. Ci divertiremo un sacco”.


Ravate non era sicuro che gli piacesse questo nuovo accordo. Aveva davvero atteso con ansia l'occasione per far impazzire mille uomini. “Lord Sheogorath, mi pento di averti disturbato con la mia richiesta frivola ed egoista. Rettifico il mio infelice desiderio e umilmente mi ritiro”.

Sheogorath rise di gusto. “Troppo tardi, potente Ravate. Il gioco è già cominciato e non puoi tirarti indietro”, Ravate fuggì, ma trovò che tutte le uscite dal regno daedrico erano chiuse. Vagò senza meta, guardandosi costantemente alle spalle, sussultò a ogni rumore. Ogni momento gli portava un nuovo terrore, nell'attesa che Sheogorath cominciasse. 


Dopo tre giorni, Ravate era convinto che ogni pianta e ogni animale fossero uno strumento di Sheogorath. Non aveva mangiato né bevuto per paura che Sheogorath gli avvelenasse il cibo o le bevande. Non aveva dormito per timore che Sheogorath gli facesse visita in sogno (Il che è folle, dato che i sogni sono di competenza di Vaermina: che possa concederci un sonno ristoratore). 


Fu allora che Sheogorath apparve. Ravate gli gridò: “Hai ordinato al mondo intero di tenermi d'occhio! Tutte le creature e le piante stanno mettendo in pratica il tuo proposito di farmi impazzire!”.


Sheogorath rispose: “A dire il vero, io non ho fatto niente. Sei impazzito da solo a causa delle tue paure. Le tue allucinazioni dimostrano che sei impazzito veramente, quindi ho vinto io. Mentre tu volevi far impazzire mille persone, a me interessava di fare impazzire una sola mente, la tua”.


Da quel giorno, Ravate obbedì a ogni capriccio di Sheogorath. Se un viaggiatore ardito cerca di avvicinare il daedra, Ravate lo avverte: “Sheogorath è già dentro ognuno di noi. Hai già perso”.

Bethesda Softworks.pngQuesto libro è stato prelevato dalla serie di videogiochi The Elder Scrolls o dal sito creato e gestito da Bethesda Softworks, i diritti d'autore appartengono a Bethesda Softworks. Tutti i marchi, registrati e non, non sono da considerarsi affiliati alla The Elder Scrolls Wiki. L'utilizzo delle immagini e testi rientrano nella limitazione ed eccezione dei diritti d'esclusiva garantiti dal copyright a beneficio di Bethesda Softworks.

Inoltre su Fandom

Wiki a caso