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Biografia di Barenziah (Vol. 1, 2, 3)

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Il Volume 1 chiuso.

DescrizioneModifica

La Biografia di Barenziah è un racconto presente in vari capitoli della serie The Elder Scrolls.

CaratteristicheModifica

La "Biografia di Barenziah", scritta dallo scrivano imperiale Stern Gamboge sul finire della Terza Era, è divisa in tre volumi che  raccontano la vita avventurosa della Regina Barenziah. Sono generalmente facili da reperire.

Contenuto Volume 1Modifica

"Sul finire della Seconda Era ai sovrani del regno di Mournhold, nell'attuale provincia imperiale di Morrowind, nacque una bambina di nome Barenziah, che venne allevata nel lusso e nella sicurezza che si confacevano a un rampollo reale degli elfi scuri fino al compimento dei cinque anni di età.

A quel tempo, sua eccellenza Tiber Septim I, il primo imperatore di Tamriel, ordinò che tutti i sovrani decaduti di Morrowind si sottomettessero al suo dominio aderendo alle riforme imperiali. Confidando invano nelle loro arti magiche, gli elfi scuri rifiutarono impudentemente di arrendersi finché l'esercito di Tiber Septim non giunse al confine. A quel punto i dunmer, ansiosi di terminare le ostilità, firmarono tempestivamente un armistizio, ma solo in seguito a numerose battaglie, una delle quali devastò Mournhold, ora chiamata Almalexia.

La piccola Principessa Barenziah e la sua governante furono rinvenute tra le rovine. Il generale imperiale Symmachus, un elfo scuro, suggerì a Tiber Septim che un giorno quella bambina avrebbe potuto tornargli utile. Pertanto fu affidata a un leale sostenitore che si era da poco ritirato dall'esercito imperiale.

A Sven Adversen era stato concesso il titolo di Conte dopo il suo ritiro dall'esercito. Il suo feudo, Darkmoor, era una piccola città nel cuore della provincia di Skyrim. Il Conte Sven e sua moglie allevarono la piccola principessa come se fosse la loro figlia naturale, provvedendo affinché fosse educata adeguatamente e, cosa più importante, introdotta alle virtù imperiali di obbedienza, discrezione, lealtà e pietà. In breve, fu preparata per divenire un membro della nuova classe regnante di Morrowind.

La giovane Barenziah crebbe in bellezza, grazia e intelligenza; Aveva un temperamento molto dolce, una vera gioia per i suoi genitori adottivi e i loro cinque giovani figli, che la adoravano come una sorella maggiore. Oltre al suo aspetto, si distingueva dalle altre fanciulle della classe per la forte attrazione provata per boschi e campagne. Sovente fuggiva dalle consuete attività familiari per girovagare in quei luoghi.

Barenziah fu felice e contenta fino al suo sedicesimo anno di età, quando un orfano, un malvagio garzone di stalla che aveva aiutato per pietà, le riferì di aver udito di una cospirazione ai suoi danni fra il suo protettore, il Conte Sven, e un visitatore Redguard, per venderla come concubina a Rihad, poichè nessun nord o bretone avrebbe mai accettato di sposarla per la sua pelle scura e nessun elfo scuro l'avrebbe voluta a causa della sua educazione estranea.

"Cosa farò adesso?", disse la povera fanciulla, tremante e piangente. Era stata allevata all'innocenza e nella fiducia e non avrebbe mai immaginato che quel suo amico, il garzone di stalla, le stesse mentendo.

Il mascalzone, di nome Straw, le disse che doveva fuggire lontano se teneva alla sua virtù e che l'avrebbe accompagnata per proteggerla. Afflitta, Barenziah accettò di seguire il suo piano e, quella stessa notte, si travestì da ragazzo e fuggì insieme al complice verso la vicina città di Whiterun; Dopo alcuni giorni di permanenza, trovarono lavoro come guardie per una losca carovana di mercanti: la carovana era diretta a est lungo le strade laterali, nel mendace tentativo di evadere i pedaggi legittimi imposti sulle vie imperiali principali. Così facendo, i due riuscirono a eludere gli inseguitori finché non giunsero alla città di Rifton, dove si fermarono per qualche tempo. Si sentivano abbastanza sicuri a Rifton, poiché gli elfi scuri erano una presenza alquanto consueta a causa della vicinanza con i confini di Morrowind."

Contenuto Volume 2Modifica

"Il primo volume di questa serie narra la storia delle origini di Barenziah, come erede al trono di Mournhold finché suo padre non si ribellò contro sua eccellenza Tiber Septim I, conducendo in rovina la provincia di Morrowind. Grazie alla benevolenza dell' imperatore, la piccola Barenziah non fu uccisa con i suoi genitori, ma affidata al Conte Sven di Darkmoor, un leale sostenitore imperiale. Crebbe e divenne una bella e devota fanciulla fiduciosa nei confronti dei suoi protettori, ma raggiunti i sedici anni di età quella fiducia venne tradita da un malvagio garzone di stalla orfano a servizio della proprietà del Conte Sven, che  con la menzogna e l'inganno la convinse a fuggire con lui da Darkmoor; Dopo numerose peripezie, si stabilirono a Rifton, una città di Skyrim nei pressi del confine di Morrowind.

Straw, il garzone di stalla, non era completamente malvagio. Seppure egoisticamente, amava Barenziah e vide nell'inganno l'unico modo per consolidare il loro rapporto. La ragazza, ovviamente, provava soltanto una sincera amicizia nei suoi confronti, ma Straw sperava che col passare del tempo i suoi sentimenti mutassero. Sognava di comprare una piccola fattoria dove sistemarsi dopo il matrimonio, ma a quel tempo i loro guadagni bastavano appena per sfamarsi e trovare riparo.

Dopo una breve permanenza a Rifton, Straw conobbe un impudente e scellerato ladro khajiit di nome Therris, che gli propose di compiere un furto nella dimora di un comandante imperiale, situata nella zona centrale della città. Therris disse che aveva un cliente, un traditore dell'impero, disposto a pagare salato per qualsiasi informazione che fossero riusciti a reperire lì dentro. Barenziah origliò per caso il loro piano e ne fu atterrita. Si allontanò in silenzio dalle loro stanze e vagò per le strade di Rifton in preda alla disperazione, indecisa tra la sua lealtà nei confronti dell'Impero e l'affetto per gli amici.

Infine, la lealtà verso l'Impero prevalse sulle amicizie personali, e Barenziah si presentò presso l'abitazione del comandante, rivelando la sua vera identità e avvisando del piano dei suoi compagni. Il comandante ascoltò attentamente, elogiò il suo coraggio e le assicurò che nessuno le avrebbe fatto del male. Non era altri che il generale Symmachus, che aveva perlustrato le campagne alla sua ricerca fin dal momento della sua scomparsa ed era appena giunto a Rifton sulle sue tracce. Il generale la prese sotto la sua custodia e la informò che, ben lungi dall'essere venduta, sarebbe stata reintegrata sul trono di Mournhold non appena avesse compiuto i diciotto anni di età. Fino ad allora avrebbe dovuto vivere con la famiglia Septim nella nuova Città Imperiale, dove avrebbe appreso l'arte del governare e sarebbe stata introdotta a corte.

Nella Città Imperiale, Barenziah si occupò di assistere l'imperatore Tiber Septim durante il periodo intermedio del suo regno. I figli di Tiber, in particolare modo Pelagius, figlio maggiore ed erede al trono, giunsero ad adorarla come una sorella. Le ballate del tempo lodavano le sue doti di bellezza, castità, intelligenza e cultura. Al suo diciottesimo compleanno, l'intera Città Imperiale accorse per assistere al suo corteo di commiato, preludio del suo ritorno alla terra natale. Sebbene addolorati per la sua partenza, sapevano tutti che era ormai giunto il momento per lei di affrontare il suo glorioso destino come sovrana del regno di Mournhold."

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Contenuto Volume 3Modifica

"Nel secondo volume di questa serie, si è narrato di come Barenziah venne cortesemente accolta nella Città Imperiale appena costruita dall' Imperatore Tiber Septim e dalla sua famiglia, che durante la sua permanenza di quasi un anno dimostrò affetto e attenzioni come con una figlia da lungo tempo perduta.

Dopo molti mesi felici trascorsi ad apprendere i suoi doveri come regina-vassallo dell'Impero il generale imperiale Symmachus la scortò fino a Mournhold, dove Barenziah si insediò come regina del popolo sotto la sua saggia guida. Col passare del tempo tra i due nacque l'amore e furono uniti in matrimonio e incoronati in una splendida cerimonia, celebrata dallo stesso imperatore.

Dopo diversi secoli di matrimonio, alla coppia reale nacque un figlio, Helseth, accolto con gioiose celebrazioni e preghiere. Sebbene a quel tempo non fosse pubblicamente noto, poco prima di quell'evento benedetto il Bastone del Caos venne sottratto dal suo nascondiglio nel cuore delle miniere di Mournhold da un astuto ed enigmatico bardo noto soltanto come l'Usignolo.

Otto anni dopo la nascita di Helseth, Barenziah diede alla luce una bambina, Morgiah, così chiamata per il nome della madre di Symmachus. In quei giorni la felicità della coppia reale sembrava completa. Ma poco dopo, le relazioni con l'Impero iniziarono misteriosamente a deteriorarsi, causando tumulti nella popolazioni di Mournhold. Dopo numerose indagini infruttuose e vari tentativi di riconciliazione, in preda alla disperazione, Barenziah prese con sè i bimbi e si diresse verso la Città Imperiale per chiedere udienza all'Imperatore Uriel Septim VII. Symmachus invece rimase a Mournhold per gestire i contadini in rivolta e la nobiltà stizzita e per fare il possibile per impedire un'imminente guerra civile.

Durante la sua udienza con l'Imperatore Barenziah, avvalendosi delle sue raffinate arti magiche, realizzò con orrore e sgomento che era in realtà un impostore, nient'altri che il bardo chiamto Usignolo, che aveva sottratto il Bastone del Caos. Esercitando un grande autocontrollo sulle sue emozioni, riuscì a celare la sua scoperta al nemico. Quella sera giunse la triste notizia che Symmachus era caduto in battaglia contro i contadini di Mournhold rivoltosi e che il regno era ormai in mano ai ribelli. Barenziah a quel punto non sapeva dove o da chi cercare aiuto.

Evidentemente quella notte fatale gli Dei avevano deciso di proteggerla come per riparare alla sua triste perdita. Re Eadwyre, della provincia di High Rock, un vecchio amico di Uriel Septim e di Symmachus, si presentò per una visita formale: la confortò, le garantì la sua lealtà e le confermò i suoi sospetti sul fatto che l'Imperatore fosse un impostore, nient'altri che Jagar Tharn, il mago guerriero imperiale, uno degli innumerevoli alter-ego dell'Usignolo. Tharn si era presumibilmente ritirato in isolamento dagli affari pubblici e aveva insediato al suo posto la sua assistente, Ria Silmane. La sventurata assistente fu in seguito condannata a morte in circostanza misteriose, probabilmente dopo aver scoperto il piano di cui faceva parte, e la sua esecuzione avvenne in modo sommario e sbrigativo, ma il suo fantasma apparve in sogno a Re Eadwyre rivelandogli che Tharn aveva rapito il vero imperatore, imprigionandolo in una dimensione alternativa e dopodiché Tharn aveva usato il Bastone del Caos per ucciderla, durante il suo vano tentativo di avvertire il Consiglio degli Anziani di quel diabolico piano.

Insieme, Re Eadwyre e Barenziah concordarono di guadagnare la fiducia del falso Imperatore. Nel frattempo, un altro amico di Ria, noto soltanto come il Campione, all'apparenza dotato di un notevole potenziale, per quanto inutilizzato, fu incarcerato nelle prigioni imperiali. Ma Ria poteva ancora accedere ai suoi sogni e lo avvisò di attendere il momento opportuno, così da poter concepire un piano per la sua fuga. Solo allora avrebbe potuto iniziare la sua missione per smascherare l'Impostore.

Barenziah continuò ad ammaliare e ad assistere occasionalmente il falso Imperatore; Escogitando un piano per leggere il suo diario segreto, apprese che l'impostore aveva spezzato il Bastone del Caos in otto pezzi, che aveva poi nascosto in luoghi remoti nel territorio di Tamriel. Riuscì a procurarsi una copia della chiave della cella dov'era imprigionato l'amico di Ria e corruppe una guardia in modo da lasciare la chiave nella cella simulando un incidente. Il loro Campione, il cui nome era sconosciuto perfino a Barenziah ed Eadwyre, riuscì a fuggire attraverso un cancello che Ria aveva aperto in un angolo oscuro delle segrete imperiali usando i suoi ormai deboli poteri. Tornato in libertà, iniziò la sua missione quasi immediatamente.

Barenziah, dopo molti mesi di meticolosa ricerca, per mezzo di alcuni stralci di conversazioni ascoltate di nascosto e rare fugaci letture del diario di Tharn, fu in grado di decifrare la posizione degli otto componenti del Bastone del Caos. Una volta in possesso di quelle cruciali informazioni, immediatamente comunicate a Ria, che a sua volta le aveva passate al Campione, Barenziah e Re Eadwyre non indugiarono oltre. Fuggirono in direzione Wayrest, il suo antico regno nella provincia di High Rock, dove riuscirono a difendersi dagli sporadici tentativi degli scagnozzi di Tharn di trascinarli nuovamente nella Città Imperiale, o almeno di ottenere vendetta. Tharn, nonostante quello che poteva dirsi di lui, non era affatto folle, salvo forse per Barenziah, e decise di concentrare la maggior parte dei suoi sforzi nel tentativo di rintracciare ed eliminare il Campione.

Come tutti adesso sanno, il coraggioso, instancabile Campione senza nome, ebbe successo nella sua missione e riuscì a riunire gli otto pezzi separati del Bastone del Caos, per poi distruggere Tharn e liberare il vero Imperatore, Uriel Septim VII. In seguito al periodo che divenne noto come la Restaurazione, nella Città Imperiale si tenne una solenne commemorazione in onore di Symmachus, l'uomo che aveva servito la Dinastia Septim a lungo e con lealtà.

Un reciproco affetto era nato tra Barenziah e il buon Re Eadwyre durante le loro difficoltà e avventure e in quello stesso anno si sposarono poco dopo il loro ritorno nella Città Imperiale. I due bambini concepiti del precedente matrimonio con Symmachus rimasero con lei e sul trono di Mournhold si insediò un reggente provvisorio durante la sua assenza.

A oggi, la Regina Barenziah è rimasta nella città di Wayrest con il Principe Helseth e la Principessa Morgiah; Sta pensando di tornare a Mournhold dopo la morte di Re Eadwyre. Essendo già anziano al momento del matrimonio, sapeva che ciò sarebbe accaduto molto prima del tempo del Giudizio degli Elfi. Fino ad allora, avrebbe condiviso il governo del Regno di Wayrest con il suo consorte, compiaciuta e felice per la sua nuova vita tranquilla e riservata."

EffettiModifica

Nessuno.

ApparizioniModifica

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