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2920, Primo Seme - Vol.3

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Descrizione Modifica

2920, Primo Seme - Vol.3 è un libro presente nella serie The Elder Scrolls; è il terzo dei dodici volumi della collana 2920.

SommarioModifica

  • Titolo completo2920, Primo Seme - Vol.3
  • Autore: Carlovac Townway.
  • Valore: 11 GoldIcon.png
  • Peso: 1 Peso.png
  • ID: 0001ACE5

EffettiModifica

Nessuno.

PosizioneModifica

Posizione (Morrowind)Modifica

Posizione (Oblivion)Modifica

Posizione (Skyrim)Modifica

ContenutoModifica

15 Primo Seme, 2920

Caer Suvio, Cyrodiil

Dalla sua posizione dominante sulla cima delle colline, l'Imperatore Raman III poteva ancora scorgere le guglie della Città Imperiale, ma era consapevole di essere lontano dalla vita familiare. Lord Glavius viveva in una villa sontuosa, ma non sufficientemente ampia da poter offrire riparo all'interno esercito tra le sue mura. Numerose tende erano allineate lungo i fianchi de collina e i soldati si affollavano per godersi le calde sorgenti del loro signore. Con stupore il gelo dell'inverno aleggiava ancora nell'aria. “Il Principe Juilek, vostro figlio, non gode di buona salute”. Udendo la voce del Monarca Versidue-Shaie, l'imperatore sussultò. Come l'akaviri avesse potuto strisciare nell'erba senza causare alcun rumore era un mistero per lui. “Avvelenato, scommetto”, borbottò Reman. “Provvedete a portargli un guaritore. Gli avevo consigliato di assoldare un assaggiatore ma il ragazzo è ostinato. Ci sono spie ovunque, lo so.” "Probabilmente, vostra maestà imperiale”, rispose Versidue-Shaie. “Viviamo in tempi infidi e dobbiamo prendere ogni precauzione se vogliamo che Morrowind non vinca questa guerra sul campo di battaglia o, peggio, con metodi ancora più insidiosi. Questo è il motivo che mi induce a consigliarvi di non condurre l'avanguardia nella furia della battaglia. So bene quando lo desideriate, al pari dei vostri illustri predecessori Reman I, Brazallus Dor e Reman II, ma temo che sarebbe un gesto temerario. Spero che perdonerete la franchezza delle mie parole.” “Certo”, annuì Reman. “So che avete ragione. Chi dovrebbe condurre l'avanguardia quindi?”. “Direi il Principe Juilek, se la sua salute dovesse migliorare”, rispose l'akaviri. “Altrimenti Storig di Farrun, con la Regina Naghea di Riverhold al suo fianco sinistro e il signore della guerra Ullaqth di Lilmoth al suo fianco destro”. “Un khajiiti al suo fianco sinistro e un'argoniana al destro”, rispose accigliato l'imperatore. “Non mi sono mai fidato delle razze-bestia”. Il Monarca non si offese. Sapeva che “razze-bestia” era l'appellativo affibbiato ai nativi di Tamriel e non si riferiva agli tsaesci di Akavir come lui stesso era. “Concordo con vostra maestà imperiale, ma come sapete odiano profondamente i dunmer. Ullaqth nutre verso di loro un particolare rancore dopo tutte le scorrerie che il duca di Mournhold ha osato condurre nelle sue terre in cerca di schiavi.” L'imperatore ammise che ciò era vero e il Monarca si congedò. Sorprendentemente, pensò Reman, per la prima volta il Monarca sembrava degno di fiducia. Era un uomo valido da avere al proprio fianco.

18 Primo Seme, 2920

Ald Erfoud, Morrowind

Vivec chiese: “Quanto dista l'esercito imperiale?”. “Due giorni di marcia”, rispose il tenente. “Marciando tutta la notte potremo raggiungere le terre più elevate di Pryai in mattinata. Stando ai servizi segreti, l'imperatore sarà alla guida delle retrovie, Storig di Farrun comanderà l'avanguardia, Naghea di Riverhold il fianco sinistro e Ullaqth di Lilmoth quello destro”. “Ullaqth”, sussurrò Vivec, mentre gli balenava un'idea. “Queste informazioni sono affidabili? Qual è la fonte?" “Una spia bretone nell'esercito imperiale”, rispose il tenente indicando un giovane dai capelli sabbia che fece un passo avanti e si inchinò a Vivec. “Come vi chiamate e qual è il vostro motivo che spinge un bretone a collaborare con noi contro le armate cyrodiiliche?”, chiese Vivec sorridendo. “Il mio nome è Cassyr Whitley di Dwynnen”, rispose l'uomo “e sono ai vostri ordini poiché è un grande onore poter asserire di essere stato una spia al servizio di un dio. Inoltre, se ho ben compreso, ciò potrebbe rivelarsi assai vantaggioso per me”. Vivec rise rumorosamente: “Infatti, se le vostre informazioni sono precise”.

19 Primo Seme, 2920

Bodrum, Morrowind

Il tranquillo villaggio di Bodrum sovrastava il serpeggiante fiume Pryai. Era un luogo incantevole, in parte boscoso, dove il fiume descriveva un'ansa attorno a una ripida erta verso est, con un bellissimo prato punteggiato di fiori selvatici a ovest. La singolare flora di Morrowind si sposava con l'insolita flora di Cyrodiil sul confine, in uno splendido connubio. “Potrete dormire quando avrete finito!”. I soldati si erano sentiti ripetere quella frase per l'intera mattinata. Non era sufficiente che avessero marciato tutta la notte, adesso dovevano abbattere alberi da quell'altura per sbarrare il fiume facendone straripare le acque. Molti di loro erano ormai in condizioni tali da non aver più le forze per lamentarsi della propria stanchezza. “Fatemi capire bene, mio signore”, disse il tenente di Vivec. “Ci attesteremo su quell'altura in modo da poter scagliare frecce e incantesimi dall'alto. Per questo dobbiamo abbattere quegli alberi. E le acque del fiume, straripando, inonderanno la pianura costringendoli ad arrancare nel fango che ne ostacolerà i movimenti”. “Questa è solo la prima parte”, rispose Vivec con approvazione. Richiamò un soldato vicino, intento ad abbattere gli alberi. “Soldato aspetta! Voglio che tagli i rami più dritti e resistenti degli alberi e ne ricavi delle lance. Reclutando un centinaio di uomini, vi basteranno poche ore per realizzare tutto ciò di cui abbiamo bisogno” Il soldato, esausto, eseguì gli ordini. Uomini e donne si misero al lavoro, ricavando lance dagli alberi. “Se posso ardire”, disse il tenente, “i soldati non hanno bisogno di altre armi. Sono troppo stanchi perfino per impugnare quelle che hanno” “Queste lance non dovranno essere impugnate”, rispose Vivec e sussurrò: “Se li sfiniamo oggi, avranno una buona notte di sonno domani”, prima di tornare al suo lavoro di supervisione. Era fondamentale che fossero appuntite, naturalmente, ma era egualmente importante che fossero ben bilanciate e che si assottigliassero rispettando le proporzioni. Il perfetto punto di stabilità era una piramide e non il punto conico di alcune lance o frecce. Chiese agli uomini di scagliare alcune delle lance che avevano preparato per verificare robustezza, acutezza e bilanciamento, obbligandoli a costruirne di nuove se si spezzavano. Col tempo, sempre più esausti a ogni errore, gli uomini impararono a ricavare lance e frecce perfette dai rami. Una volta pronte, mostrò loro come e dove posizionarle. Quella notte nessuno si diede ai consueti bagordi che normalmente precedono ogni battaglia e non vi furono neofiti nervosi svegli in preda alla preoccupazione per lo scontro che incombeva. Non appena il sole calò dietro le colline boscose, tutti nell'accampamento si abbandonarono a un riposo ristoratore, a eccezione delle sentinelle.

20 Primo Seme, 2920

Bodrum, Morrowind

Miramor era esausto. Negli ultimi sei giorni si era dato ai bagordi, sperperando il suo tempo con il gioco d'azzardo e le prostitute ogni notte, e aveva marciato ogni giorno e per tutto il giorno. Attendeva con ansia la battaglia, ma ancora di più bramava il successivo riposo. Era al comando dell'imperatore sul fianco destro, cosa per lui molto positiva poiché in questa posizione avrebbe avuto minori possibilità di essere ucciso. D'altro canto avrebbe dovuto attraversare la distesa fangosa e travolgere le armate rimaste in scia. Non appena iniziarono a inoltrarsi nel campo dei fiori selvatici, Miramor e tutti i soldati intorno a lui affondarono fino alle caviglie nel gelido fango. Anche il solo muoversi rappresentava uno sforzo. Molto, molto più avanti poteva scorgere l'avanguardia dell'esercito, capitanata da Lord Storig, emergere dal prato ai piedi dell'erta radura. Ed ecco cosa accade: un esercito di dunmer apparve dalla sommità dell'altura, simile al levarsi di daedra, lanciando fiamme e piogge di frecce sull'avanguardia. Contemporaneamente, spuntò una compagnia di uomini che galoppava lungo le sponde, sventolando il vessillo del duca di Mournhold. Scomparve lungo la bassa sponda del fiume dove guadò per raggiungere una gola alberata verso est. Il signore della guerra Ulaqth che si trovava vicino sul fianco destro, lanciò un grido di vendetta a quella vista e si lanciò all'inseguimento. La Regina Naghea guidò i suoi uomini verso l'argine a ovest per intercettare l'esercito sull'erta. L'imperatore non riuscì a elaborare un piano. Le sue truppe erano troppo ostacolate dal fango per potersi muovere velocemente e raggiungere il teatro della battaglia. Ordinò loro di dirigersi a est, verso il bosco, qualora la compagnia di Mournhold avesse tentato di accerchiarli addentrandosi tra gli alberi. Non ne uscirono più, ma molti uomini dirigendosi a ovest scamparono completamente allo scontro. Miramor rivolse lo sguardo all'erta. Un imponente dunmer lancio un segnale a Vivec e i maghi guerrieri scagliarono le frecce contro un qualche obiettivo verso ovest. Da quanto accade, Miramor ne dedusse che dovesse trattarsi di una diga. Un enorme torrente d'acqua si riversò sull'esercito del fianco sinistro di Naghea e su quanto rimaneva dell'avanguardia. L'imperatore si fermò, come se stesse aspettando il ritorno del suo esercito sconfitto, quindi ordinò la ritirata. Miramor si nascose nel canneto finché non furono passati, quindi raggiunse a nuoto l'erta nel modo più silenzioso possibile. Anche l'esercito di Morrowind si ritirò verso il proprio accampamento. Poteva udirli celebrare la vittoria mentre avanzava lungo la riva. Verso est scorse l'esercito imperiale. Il fianco sinistro di Naghea, insieme alle avanguardie di Storig e al fianco destro di Ulaqth, erano stati trascinati in una rete di lance sospesa nel fiume: i corpi di centinaia di soldati erano infilzati insieme come le perle in una collana. Miramor prese da quei miseri resti tutti gli oggetti di valore che poteva portare con sé e corse via lungo il fiume. Dovette percorrere molte miglia prima che il sangue lasciasse nuovamente posto alla naturale limpidezza delle acque.

29 Primo Seme, 2920

Hegathe, Hammerfell

La sacerdotessa anziana disse: “Avete ricevuto una lettera dalla Città Imperiale”, porgendo la pergamena a Corda. Tutte le giovani sacerdotesse sorrisero con stupore, ma a dir la verità Rijja, la sorella di Corda, le scriveva assai sovente, almeno una volta al mese. Per leggere la lettera, Corda si recò in giardino, il suo luogo favorito, un'oasi nel mondo monocromatico color sabbia del conservatorio. La lettera in sé non aveva alcun contenuto insolito: era piena di pettegolezzi di corte, delle ultime tendenze della moda nell'uso di velluti di color vinaccia scuro e di relazioni sulle paranoie dell'imperatore in costante aumento. “Sei così fortunata a essere distante da tutto questo”, scriveva Rijja. “L'imperatore è convinto che la sua ultima disfatta in battaglia sia stata causata dalle spie di palazzo. Mi ha persino sottoposta ad un interrogatorio. Che Ruptga ti preservi dall'avere una vita così interessante come la mia”. Corda ascoltò le voci del deserto e pregò Ruptga perché esaudisse il desiderio opposto.

L'anno proseguirà con il mese della Pioggia.

CuriositàModifica

  • È uno dei tre libri della collana di cui fa parte che non danno nessun bonus in un'abilità.

Inoltre su Fandom

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