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"Breve Storia dell'Impero" (Vol. 1, 2, 3, 4)

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DescrizioneModifica

Breve Storia Dell'Impero è una raccolta di libri composta da 4 volumi, scritti dallo storico imperiale Stronach k' Thojj III, che espongono in modo breve e conciso i principali avvenimenti dell'Impero di Tiber Septim dalla sua fondazione al periodo in cui lo scrittore visse (secoli prima di The Elder Scrolls V: Skyrim). Sono reperibili in tutti i capitoli The Elder Scrolls a partire da The Elder Scrolls II: Daggerfall fino a The Elder Scrolls V: Skyrim, anche se hanno alcune differenze. I vari volumi possono essere trovati abbastanza facilmente in giro o dai vari rivenditori di libri. 

Volume 1Modifica

Imperatori e regni di questo volumeModifica

  1. Tiber Septim
  2. Pelagius I
  3. Kintyra I
  4. Uriel I 
  5. Pelagius II 
  6. Uriel II
  7. Kintyra II
  8. Uriel III, usurpatore

TestoModifica

Prima del dominio di Tiber Septim, tutta Tamriel era in preda al caos. Il poeta Tracizis definì quel periodo tumultuoso "I giorni e le notti di sangue e veleno". I sovrani erano dei tiranni meschini e avidi di potere e si opposero strenuamente ai tentativi di Tiber di portare ordine nei loro selvaggi domini. Tuttavia, si mostrarono tanto disorganizzati quanto dissoluti, per cui il potente braccio di Septim riuscì infine a imporre la pace nella terra di Tamriel. Correva l'anno 2E 896. L'anno successivo, l'imperatore decretò l'alba di una nuova era. Così ebbe inizio la Terza Era, Anno Zero.

Per trentotto anni l'imperatore Tiber regnò incontrastato. Fu un'era di gloria, devozione e rispetto delle leggi, durante la quale la giustizia e l'uguaglianza appartenevano a ogni abitante, dal servo al sovrano. Alla morte di Tiber, piovve incessantemente per due settimane come se la terra stessa di Tamriel compiangesse il suo sovrano.

Il primogenito dell'Imperatore, Pelagius, ascese al trono. Sebbene il suo regno sia stato breve, si mostrò forte e risoluto come suo padre al tempo e Tamriel avrebbe rivissuto l'Epoca d'Oro. Purtroppo, un ignoto nemico della famiglia Septim assoldò una malvagia organizzazione di tagliagole, nota come la Confraternita Oscura, per uccidere l'Imperatore Pelagius I mentre pregava inginocchiato nel tempio dell'Unico nella Città Imperiale. Il regno di Pelagius I durò meno di tre anni. 

Pelagius non aveva alcun figlio in vita, così la corona imperiale passò alla sua cugina di primo grado, la figlia di Agnorith, fratello di Tiber. Kintyra, già regina di Silvenar, ascese al trono come Kintyra I. Il suo regno fu benedetto da prosperità e da abbondanti raccolti e lei stessa fu un'accanita sostenitrice di arte, musica e danza.

Il figlio di Kintyra venne incoronato dopo la sua morte e fu il primo imperatore di Tamriel ad usare il nome di Uriel. Uriel I fu un grande legislatore della dinastia Septim e un convinto sostenitore di organizzazioni indipendenti e gilde. Sotto il suo gentile ma risoluto dominio, la Gilda dei Guerrieri e la Gilda dei Maghi acquistarono importanza in tutta Tamriel. Suo figlio e successore Uriel II regnò per diciotto anni, dalla morte di Uriel I nel 3E 64 fino all'incoronazione di Pelagius II nel 3E 82. Tragicamente, il regno di Uriel II fu dominato da degrado, calamità e insurrezioni. La gentilezza ereditata dal padre non servì Tamriel altrettanto bene e fu poca la giustizia amministrata. 

Pelagius II non solo ereditò il trono del padre, ma anche i debiti del regno precedente, penosamente carente in giustizia e finanza. Pelagius sciolse il Consiglio degli Anziani e garantì l'accesso al nuovo consiglio solo a chi poteva pagare grosse somme di denaro. Incoraggiò simili iniziative tra i suoi vassalli, i re di Tamriel, e alla fine del suo diciassettesimo anno di sovranità, Tamriel era tornata alla prosperità. I suoi critici però, tuttavia, suggerirono che qualsiasi consigliere ricco di saggezza ma non altrettanto d'oro sarebbe stato escluso sommariamente da Pelagius. Questa potrebbe essere stata la causa di alcuni dei problemi che suo figlio Antiochus si trovò a fronteggiare, quando a sua volta divenne imperatore.

Antiochus fu senza dubbio uno dei più appariscenti membri della famiglia Septim solitamente austera. Ebbe numerose concubine e quasi altrettante mogli ed era conosciuto per la magnificenza dei suoi abiti e per il suo elevato senso dell'umorismo. Sfortunatamente, il suo regno fu dominato dalla guerra civile, superando in rovina perfino il regno di suo nonno Uriel II. La Guerra delle Isole nel 3E 110, una dozzina d'anni dopo l'incoronazione di Antiochus, coinvolse la remota provincia dell'Isola di Summerset, situata a grande distanza da Tamriel. Le forze alleate del re di Summerset e Antiochus sconfissero la flotta di Re Orghum, del regno isolano di Dyandonea grazie alla comparsa di un fortunale anomalo. La leggenda attribuisce all'Ordine Psijic dell'Isola di Artaeum il merito di aver evocato la tempesta con la stregoneria.

Il destino di Kintyra II, erede al trono di suo padre Antiochus, è certamente uno dei più tristi della storia dell'Impero. Suo cugino Uriel di primo grado, figlio della regina Potema di Solitude, accusò Kintyra di essere una figlia illegittima, alludendo all'ignominiosa decadenza della Città Imperiale che aveva caratterizzato il regno del padre. Quando tale accusa non bastò ad impedire l'incoronazione, Uriel corruppe numerosi sovrani insoddisfatti di High Rock, Skyrim e Morrowind e, con l'aiuto della Regina Potema, condusse tre attacchi contro l'Impero dei Septim. 

Il primo attacco avvenne nella regione della Baia di Iliac, che separa High Rock da Hammerfell. Il seguito di Kintyra fu massacrato e l'imperatrice venne presa prigioniera. Per due anni, Kintyra II languì nelle segrete imperiali, probabilmente vicino a Glenpoint o Glenmoril, prima di essere giustiziata nella sua cella in circostanze misteriose. Il secondo fu diretto contro una serie di guarnigioni imperiali stanziate sulle isole vicino alle coste di Morrowind. Il consorte dell'Imperatrice, Kontin Arynx, cadde difendendo le fortezze. Il terzo ed ultimo attacco fu l'assedio della Città Imperiale, sferrato dopo che il Consiglio degli Anziani aveva suddiviso gli eserciti per attaccare High Rock a occidente e Morrowind a oriente. Il governo ormai indebolito aveva ben poche difese contro la determinata aggressione di Uriel e capitolò dopo appena due settimane di resistenza. Uriel salì al trono la sera stessa e si proclamò Uriel III, imperatore di Tamriel. Correva l'anno 3E 121. Ebbe così inizio la Guerra del Diamante Rosso, narrata nel secondo volume di questa serie.

Volume 2Modifica

Imperatori e regni di questo volumeModifica

  1. Uriel III, usurpatore
  2. Cephorus I
  3. Magnus I 
  4. Pelagius III, detto Pelagius il Pazzo
  5. Katariah I
  6. Cassynder I
  7. Uriel IV

TestoModifica

Il primo volume della serie descrive brevemente le vite dei primi otto imperatori della dinastia Septim, iniziando dal glorioso Tiber Septim per giungere alla sua lontana pronipote nella linea dinastica, Kintyra II. L'assassinio di Kintyra, perpetrato durante la sua prigionia a Glenpoint, secondo il parere di alcuni storici, rappresenta la fine della pura discendenza dalla stirpe dei Septim nella famiglia imperiale. Di sicuro segna la fine di qualcosa d'importante. Uriel III non si limitò a proclamarsi imperatore di Tamriel, ma assunse il nome di Uriel Septim III, attribuendosi il glorioso casato come fosse un titolo onorifico. In realtà, il suo casato era Mantiarco dalla dinastia di suo padre. Negli anni successivi, Uriel III fu detronizzato e i suoi crimini vituperati, ma la tradizione di attribuire il casato dei Septim, come titolo onorifico, all'imperatore di Tamriel non morì con lui.

Per sei lunghi anni, la Guerra del Diamante Rosso (il cui nome derivò dal famoso emblema della dinastia Septim) dilaniò le terre dell'Impero. Le fazioni in lotta erano rappresentate dai tre figli ancora viventi di Pelagius II, Potema, Cephorus e Magnus, ciascuno con la propria progenie. Potema, com'è ovvio, si batteva al fianco di suo figlio Uriel III e aveva il sostegno dell'intera provincia di Skyrim e delle terre settentrionali di Morrowind. Per merito degli sforzi congiunti di Cephorus e Magnus, la provincia di High Rock mutò vessillo. Le province di Hammerfell, Isola di Summerset, Valenwood, Elsweyr e Black Marsh, offrirono la propria lealtà a una o all'altra compagine, ma molti dei sovrani si schierarono al fianco di Cephorus e Magnus.

Nel 3E 127, Uriel III fu catturato nella Battaglia di Ichidag in Hammerfell. Durante il trasferimento nella Città Imperiale, la folla in tumulto aggredì la carrozza del prigioniero e lo arse vivo al suo interno. Il suo catturatore, nonché zio, proseguì il viaggio per la Città Imperiale, dove fu incoronato per acclamazione unanime imperatore di Tamriel.

Il regno di Cephorus fu contraddistinto soltanto da una lunga guerra. Era un uomo gentile e intelligente sotto ogni aspetto, ma in quegli anni Tamriel aveva bisogno di un grande guerriero e fortunatamente lui lo era. Gli occorsero altri dieci anni di guerra interminabile per riuscire a sconfiggere sua sorella Potema. La cosiddetta Regina Lupo di Solitude morì durante l'assedio della sua città-stato nell'anno 137. Cephorus sopravvisse a sua sorella soltanto tre anni. Durante la guerra non ebbe il tempo di trovare una consorte e sul trono salì suo fratello, il quarto figlio di Pelagius II.

L'Imperatore Magnus era già anziano quando si prese carico dell'emblema imperiale e per punire i sovrani traditori della Guerra del Diamante Rosso fece fondo a gran parte delle sue forze. La leggenda accusa Pelagius III, figlio di Magnus e suo erede, di parricidio, sebbene tale evenienza appaia assai improbabile, se non altro perché Pelagius fu incoronato re di Solitude dopo la morte di Potema e raramente lo si vedeva nella Città Imperiale.

Pelagius III, talvolta chiamato Pelagius il Pazzo, fu proclamato imperatore nel 145° anno della Terza Era. Quasi fin dall'inizio, le sue bizzarrie comportamentali furono notate a corte. Era solito imbarazzare i dignitari, offendere i re vassalli e in una particolare occasione pose fine a un gran ballo imperiale tentando d'impiccarsi. La sua devota consorte, dopo aver a lungo sofferto, fu infine proclamata sovrana di Tamriel, mentre Pelagius III venne internato in una serie di istituti di guarigione e di asili fino alla sua morte, avvenuta nel 3E 153 all'età di trentaquattro anni.

La sovrana reggente di Tamriel fu proclamata Imperatrice Katariah I dopo la morte del suo consorte. Fra coloro che non vedono nella morte di Kintyra II la fine della stirpe dei Septim, alcuni considerano la discendenza di questa donna di razza elfica scura il vero inizio del declino della dinastia. D'altro canto, i suoi sostenitori asseriscono che, sebbene Katariah non sia una discendente di Tiber, il figlio che ebbe con Pelagius lo era, e pertanto la dinastia imperiale ebbe una continuazione. Nonostante alcuni pareri contrari di stampo razzista, i quarantasei anni del regno di Katariah furono fra i più celebrati nella storia di Tamriel. Non a proprio agio nella Città Imperiale, Katariah viaggiò moltissimo attraverso tutte le province dell'Impero, come nessun altro imperatore aveva mai fatto dai tempi di Tiber. Sanò molte delle ferite lasciate dal suo predecessore a causa della rottura di alleanze o di una sconsiderata diplomazia. Il popolo di Tamriel giunse ad amare la sua imperatrice assai più di quanto la amasse la nobiltà. L'episodio della morte di Katariah, avvenuta in una schermaglia di minore entità, è uno dei soggetti preferiti dagli storici fanatici delle cospirazioni. La scoperta del saggio Montalius, dell'esistenza di un ramo decaduto della dinastia Septim e del coinvolgimento dei suoi membri in quella schermaglia, è invero una rivelazione degna di nota.

Quando Cassynder ascese al trono dopo la morte di sua madre, era già un uomo di mezz'età. Elfo soltanto per metà, la durata della sua vita era paragonabile a un bretone. Infatti, aveva lasciato il governo di Wayrest nelle mani del suo fratellastro Uriel, a causa della sua salute cagionevole. Nondimeno, in quanto unico vero discendente di Pelagius e dunque di Tiber, ricevette pressioni per accettare la corona. Non sorprende quindi che il regno dell'Imperatore Cassynder non abbia avuto lunga durata. In due anni raggiunse i suoi predecessori nel sonno eterno.

Uriel Lariat, fratellastro di Cassynder e figlio di Katariah I e del suo consorte imperiale Gallivere Lariat (successivo alla morte di Pelagius III), lasciò il regno di Wayrest per salire al trono dell'Impero come Uriel IV. Legalmente, Uriel IV era un Septim, poiché Cassynder lo aveva adottato nella famiglia reale quando divenne re di Wayrest. Nondimeno, per il Consiglio e per il popolo di Tamriel, era ancora un figlio illegittimo di Katariah. Uriel non possedeva il dinamismo di sua madre e i suoi quarantatre anni di regno furono un costante focolaio di sedizione.

La storia di Uriel IV continua nel terzo volume di questa serie.

Volume 3Modifica

Imperatori e regni di questo volumeModifica

  1. Uriel IV
  2. Cephorus II
  3. Uriel V

TestoModifica

Il primo volume di questa serie presenta un riepilogo della storia delle varie successioni dei primi otto imperatori della dinastia Septim, da Tiber I fino a Kintyra II. Il secondo volume narra della Guerra del Diamante Rosso e dei sei imperatori che seguirono, da Uriel III a Cassynder I. Sul finire di quel volume, si è detto come il fratellastro dell'Imperatore Cassynder assunse la corona di imperatore di Tamriel col nome di Uriel IV.

È importante rammentare come Uriel IV non fosse un Septim per diritto di nascita. Sua madre, sebbene imperatrice per molti anni, era un elfo scuro, divenuta consorte di un vero imperatore della dinastia Septim, Pelagius III. Il padre di Uriel era in realtà il successivo consorte di Katariah I, un nobiluomo bretone di nome Lariat con cui si era unita dopo la morte di Pelagius. Prima di salire al trono dell'Impero, Cassynder I aveva governato il regno di Wayrest, ma la sua cagionevole salute lo aveva costretto a ritirarsi. Cassynder non aveva figli e così adottò in forma legittima il suo fratellastro Uriel e abdicò. Sette anni dopo, Cassynder ereditò l'Impero alla morte di sua madre. Tre anni dopo, Uriel ereditò di nuovo il trono che era stato di Cassynder.

Il regno di Uriel IV fu longevo e difficile. Pur essendo un membro della famiglia Septim legittimamente adottato e a dispetto dell'alto rango della famiglia Lariat, lontani cugini dei Septim, pochi nel Consiglio degli Anziani si persuasero ad accettarlo del tutto come un vero discendente di Tiber. Il consiglio aveva assunto molte delle responsabilità di governo durante il lungo regno di Katariah I e il breve regno di Cassynder I, e un risoluto monarca "alieno" come Uriel IV trovò praticamente impossibile conquistarne l'irremovibile lealtà. Assai sovente il consiglio e l'imperatore si erano trovati in contrasto e quasi ogni volta era stato il consiglio a vincere la contesa. Fin dai tempi di Pelagius II, il Consiglio degli Anziani era costituito dalle donne e dagli uomini più ricchi dell'Impero e il potere che esercitavano era decisivo.

L'ultima vittoria del consiglio su Uriel IV fu postuma alla sua morte. Andorak, suo figlio, fu diseredato in seguito a un voto e un suo cugino, con un grado di parentela più prossimo alla dinastia Septim, fu proclamato imperatore con il nome di Cephorus II nel 3E 247. Per i primi nove anni del regno di Cephorus II, le forze ancora fedeli ad Andorak si batterono con quelle imperiali. In un atto che il saggio Eraintine chiamò "Il cuore di Tiber Septim che non batte più", il consiglio concesse ad Andorak il regno di Shornhelm nella provincia di High Rock per concludere la guerra. I discendenti di Andorak lo governano ancora.

Nel complesso, Cephorus II aveva nemici che richiedevano un'attenzione assai maggiore di Andorak. "Come uscito da un incubo cimmerico", nelle parole di Eraintine, un uomo che si definiva l'Usurpatore di Camoran, alla testa di un esercito di daedra e guerrieri non-morti, attraversò le terre di Valenwood con la furia della tempesta, conquistando regno dopo regno. Pochi poterono resistere ai suoi furiosi attacchi e quando il mese si tinse di rosso sangue, nell'anno 3E 249, la resistenza diminuì ulteriormente. Cephorus II inviò sempre più mercenari nella provincia di Hammerfell per arrestare l'avanzata verso nord dell'Usurpatore, ma furono corrotti o massacrati e invocati come non-morti.

La storia dell'Usurpatore di Camoran meriterebbe un volume separato (per maggiori dettagli, consiglierei al lettore di consultare La Caduta dell'Usurpatore di Palaux Illthre). In breve, la distruzione delle armate dell'Usurpatore ebbe poco a che fare con gli sforzi dell'imperatore. Il risultato fu una grande vittoria regionale e un aumento delle ostilità nei confronti di un Impero apparentemente inefficace.

Uriel V, successore e figlio di Cephorus II, ebbe il merito di mutare le opinioni nei confronti del potere latente dell'Impero. Distogliendo le attenzioni di Tamriel dal conflitto interno, Uriel V condusse una serie di invasioni dal momento in cui salì al trono nel 3E 268. Conquistò Roscrea nel 271, Cathnoquey nel 276, Yneslea nel 279 ed Esroniet nel 284. Nell'anno 3E 288, s'imbarcò nella sua più ambiziosa impresa, l'invasione del regno-continente di Akavir. Quest'ultima campagna si rivelò fallimentare, poiché due anni dopo Uriel V rimase ucciso in Akavir sul campo di battaglia di Ionith. Nondimeno, Uriel V possiede ancora una reputazione seconda soltanto a Tiber, come uno dei due grandi imperatori guerrieri di Tamriel.

Gli ultimi quattro imperatori, a partire dal giovane figlio di Uriel V, sono descritti nel quarto e ultimo volume di questa serie.

Volume 4Modifica

Imperatori e regni di questo volumeModifica

  1. Uriel VI
  2. Morihatha I
  3. Pelagius IV
  4. Uriel Septim VII (ed usurpatore Tharn)

TestoModifica

Il primo volume di questa serie narra in modo conciso dei primi otto imperatori della dinastia Septim, a partire da Tiber I. Il secondo volume narra della Guerra del Diamante Rosso e dei sei imperatori successivi al conflitto. Il terzo volume descrive le difficoltà incontrate dai tre imperatori che seguirono, il frustrato Uriel IV, l'inefficace Cephorus II e l'eroico Uriel V.

Alla morte di Uriel V, avvenuta in mare nel lontano e ostile regno di Akavir, Uriel VI aveva soltanto cinque anni, nato appena poco prima che suo padre partisse per Akavir. L'unica altra progenie di Uriel V, frutto di una sorta di alleanza morganatica, erano le gemelle Morihatha ed Eloisa, che nacquero un mese dopo la partenza di Uriel V. Uriel VI fu incoronato imperatore nel 290° anno della Terza Era. Alla consorte imperiale Thonica, in quanto madre del fanciullo, fu concessa una sovranità limitata finché Uriel VI non avesse raggiunto la maggiore età. Il Consiglio degli Anziani conservò il potere effettivo, com'era sempre stato fin dai tempi di Katariah I.

In tal modo, il consiglio poté godere di una illimitata libertà per promulgare quelle leggi (e produrre profitti) che a Uriel VI non fu concesso di amministrare fino al 307, quando ormai aveva ventidue anni. Per anni era stato lento nell'assumere posizioni di responsabilità, ma sia il consiglio sia la madre, soddisfatta della sovranità di cui godeva, per quanto limitata, erano alquanto restii a lasciare le redini dell'Impero. Nel momento in cui Uriel VI ascese al trono, i meccanismi insiti nelle funzioni di governo gli concessero un certo potere, pur con l'esclusione del diritto al veto imperiale.

Tuttavia, quel potere lo esercitò con costanza e risolutezza. Per l'anno 313, Uriel VI poteva vantarsi di governare realmente l'Impero di Tamriel. Utilizzò la rete di spie ormai sciolta e alcune unità della guardia per intimidire e spaventare i membri più ostici del Consiglio degli Anziani. La sua sorellastra Morihatha fu (cosa non certo sorprendente) la sua più fedele alleata, specialmente dopo che il suo matrimonio con il Barone Ulfe Gersen di Winterhold la rese ricca e influente. Come il saggio Ugaridge disse, "Uriel V conquistò Esroniet, ma Uriel VI conquistò il Consiglio degli Anziani".

Alla morte di Uriel VI, dovuta alle lesioni riportate in seguito a una caduta da cavallo che neppure i migliori guaritori imperiali furono in grado di risanare, il diadema imperiale passò all'amata sorella Morihatha. A venticinque anni di età, fu descritta dai diplomatici (dichiaratamente interessati) come la più bella creatura di tutta Tamriel. Di certo era vivace, atletica, dotata di notevole cultura ed esperta nell'arte della politica. Portò l'arcimaestro di Skyrim nella Città Imperiale e creò il secondo mago guerriero imperiale dai giorni di Tiber Septim.

Morihatha finì il lavoro che era stato iniziato da suo fratello e trasformò la provincia imperiale in un governo vero e proprio sotto il controllo dell'imperatrice (e in seguito dell'imperatore). Fuori dalla provincia imperiale, tuttavia, era in corso una lenta disgregazione. Rivoluzioni palesi e guerre civili avevano infuriato indisturbate dai tempi di suo nonno Cephorus II. Coordinando in modo accurato i contrattacchi, Morihatha riuscì lentamente a sedare i suoi vassalli ribelli, evitando sempre di esporsi eccessivamente.

Sebbene le campagne militari di Morihatha ottennero un gran successo, la sua ponderatezza era spesso causa di frustrazioni nel consiglio. Uno dei membri del consiglio, un argoniano che assunse il nome Coloviano di Thoricles Romus, furioso per il suo rifiuto di inviare truppe nella provincia di Black Marsh, è pubblicamente ritenuto responsabile di aver assoldato gli assassini che le tolsero la vita nel 3E 339. Romus venne sommariamente processato e giustiziato, pur essendosi dichiarato innocente fino alla fine.

Morihatha non aveva figli in vita ed Eloisa era morta d'infezione quattro anni prima. Il figlio venticinquenne di Eloisa, Pelagius, fu incoronato imperatore col nome di Pelagius IV. Proseguì il lavoro di sua zia, riuscendo a riportare sotto il dominio imperiale i regni, i ducati e le baronie più radicali e ostinati dell'Impero. Affrontò i suoi impegni con la stessa compostezza e ponderatezza di Morihatha, ma non ottenne gli stessi successi. I regni erano rimasti privi di vincoli così a lungo che perfino una benevola presenza imperiale era considerata motivo di contrasto. Nondimeno, alla morte di Pelagius, dopo ventinove anni di regno caratterizzati da una notevole prosperità e stabilità, Tamriel era prossima all'unità più di quanto non lo fosse stato dai tempi di Uriel I.

Il nostro attuale imperatore (si ricordi che il libro è vecchio di secoli), sua eccellente e terribile maestà, Uriel Septim VII, figlio di Pelagius IV, possiede la diligenza della prozia Morihatha, l'abilità politica del prozio Uriel VI e il valore militare del pro-prozio Uriel V. Per ventuno anni regnò seminando giustizia e ordine in tutte le terre di Tamriel, finché nell'anno 3E 389 venne tradito dal suo mago guerriero imperiale, Jagar Tharn.

Uriel VII fu imprigionato in una dimensione alternativa creata dallo stesso Tharn. In seguito, Tharn fece uso delle arti della stregoneria per assumerne le sembianze. Per i successivi dieci anni, Tharn abusò dei suoi privilegi imperiali, ma non si impegnò a continuare le campagne di conquista di Uriel VII. Non è ancora del tutto noto quali fossero gli obiettivi e i risultati personali di Tharn durante la sua vita da impostore. Nel 3E 399, un enigmatico Campione sconfisse il mago guerriero nelle segrete del palazzo imperiale e liberò Uriel VII dalla sua prigione ultra-dimensionale.

Fin dalla sua restaurazione, Uriel Septim VII si è impegnato con diligenza nel riprendere le battaglie per l'unificazione delle terre di Tamriel. È vero, l'interferenza di Tharn ne arrestò lo slancio, ma gli anni trascorsi da allora hanno ravvivato la speranza che l'Epoca d'Oro di Tiber Septim possa glorificare Tamriel ancora una volta.

PosizioneModifica

In The Elder Scrolls V: Skyrim:

  • Si trovano sugli scaffali di alcune abitazioni.
  • Si trovano sulla nave dell'Imperatore Titus Mede II.
  • Si trovano nell'Arcanaeum, negli scaffali chiusi a chiave.

Inoltre su Fandom

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